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Curare le cicatrici dell’anima

Curare le cicatrici dell’anima
a cura della dott.ssa Francesca Picchi
La pelle è l’organo più esteso del nostro organismo e la sua funzione non è solamente quella di proteggere gli organi interni del nostro corpo, ma anche quella di metterci in contatto sensoriale con il mondo esterno; per questo, nel momento in cui si subisce un danno “elevato”, questo stesso riporta nella persona non solo conseguenze a livello fisico ma anche psicologico.
La pelle è il nostro primo biglietto da visita, il primo tassello visibile della nostra identità, ma non l’unico. Nel paziente gravemente ustionato si viene ad innescare una lotta alla sopravvivenza, dove egli stesso e la famiglia devono affrontare un dolore che è nello stesso tempo fisico e psicologico.
L’ustione (2°-3° grado) rappresenta una fonte di forte stress per il paziente, comportando in primo luogo grandi cambiamenti a livello estetico e, nei casi più gravi, arrivando addirittura a limitarne l’autonomia.
E’ quindi importante che lo psicologo in equipe con altri professionisti del settori sostenga il paziente durante il ricovero e durante le medicazioni, ma anche sostenga la famiglia per la gestione di questo una volta effettuata la dimissione dal ricovero ospedaliero. In alcuni casi viene anche previsto un supporto nelle prime fasi di elaborazione del trauma.
In questa occasione risulta quindi, innanzitutto necessario INFORMARE e SFATARE i miti secondo cui le cicatrici spariranno subito e che tutto tornerà come prima. L’informazione crea consapevolezza nel paziente ed è da li che si può iniziare a lavorare per un’accettazione del cambiamento. E’ necessario iniziare a ricostruire la propria identità,ristrutturare le proprie capacità, che fin dal momento dell’incidente ci sembra di non avere più, e lavorare su cosa siamo in grado di fare e potenziare le abilità che abbiamo.
E’ importante quindi affiancare alla cura delle cicatrici del corpo anche la cura delle cicatrici della propria anima.

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